il Rifugio del Fungo
funghi
notizie ed eventi
vendita funghi freschi
ComeDoveQuando
notizie ed immagini dal mondo dei funghi
NELLO SPECIFICO:

Giusto e solo per avere un’idea, riportiamo qui sotto una mera sintesi da prendere come indicazione relativa alla
COMMERCIALIZZAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI (regione Marche)
rivolta a chiunque intende vendere anche in forma occasionale funghi epigei spontanei freschi o conservati.

Iter procedurale (sintesi) - fonte: Regione Marche (procedura e regole simili in quasi tutte le regioni italiane)

Autorizzazioni: gli interessati devono presentare una domanda (Modello riportato su BUR 121/01) alla Comunità Montana o Provincia in cui ricade la residenza richiedente per partecipare al corso formativo inerente in particolare alla “capacità del candidato di riconoscere ed identificare le specie fungine e le conoscenze in materia di trattamento, conservazione e commercializzazione di questi”. A conclusione del corso e previo superamento dell’esame (sessione esame almeno 1 volta anno) presso la Camera di Commercio (composta da rappresentante Ente competente, Assessorato Agricoltura, Assessorato Sanità e 2 esperti micologici ASL) rilasciato attestato di abilitazione (Nel caso di ditte, sufficiente abilitazione del solo responsabile tecnico della vendita), il cui modello riportato su BUR 13/04, specificando tipo di idoneità conseguita (Idoneità rilasciata per tutte le specie o solo per alcune).

Il soggetto interessato presenta domanda (Modello riportato su BUR 13/04) per rilascio del tesserino di abilitazione alla raccolta e commercializzazione dei funghi alla Comunità Montana o Provincia di residenza richiedente, allegando attestato di abilitazione rilasciato dal corso. Nel tesserino occorre riportare dicitura “Articolo 11, comma 3” con timbro e visto dell’Ente competente che “consente di incrementare fino a 4 kg. la quantità massima giornaliera raccolta”.

L’autorizzazione è valida su intero territorio regionale ed è finalizzata ad esercizio commercio dei funghi epigei spontanei. Se l’attività non è esercitata in proprio, occorre una autorizzazione acquisita da un addetto alla vendita.

Gli interessati devono presentare domanda di autorizzazione alla vendita funghi freschi spontanei al Sindaco che rilascia l’autorizzazione solo a chi è in possesso del tesserino di abilitazione rilasciato dalla Comunità Montana e Provincia, previa “certificazione di avvenuto controllo da parte ASL” .

Vendita funghi secchi: (Funghi che dopo essiccamento naturale o meccanico, presentano tasso di umidità inferiore a 12%) ammessa solo per seguenti specie: Boletus edulis e relativo gruppo; Cantharellus; Agaricus bisporus; Marasmius oreades; Auricularia auricola-judae, Morchella, Craterellus, Psalliota, Lentinus, Pleurotus, Lactarius, Amanita Cesarea. Vietata detenzione e vendita del fungo Trichoroma equestre. Ammesse altre specie fungine provenienti da CE, purché commercializzate in tali Paesi.

lavorazione e confezionamento: si  invia domanda di autorizzazione per  la lavorazione e confezionamento dei funghi spontanei, freschi, secchi o conservati a MI.P.A.F., indicando nominativo del perito iscritto a Camera di Commercio responsabile delle operazioni ed esperto micologo “sotto il cui controllo avviene l’identificazione di tutte le specie”.
Vietata vendita funghi secchi allo stato sfuso, esclusi Boletus edulis e relativo gruppo ("funghi porcini"), purché autorizzata dal Comune.
Sull’ etichetta riportare dicitura "Contenuto conforme alla legge" e nome scientifico del fungo contenuto. Ammesse denominazioni aggiuntive, quali: "extra", "commerciali", "briciole", "in polvere" se rispondono a caratteristiche qualitative riportate su G.U. 249/98. Per funghi secchi porcini derivanti da altri Paesi CE ammesse altre denominazioni purché riconosciute dalla normativa vigente in tali Paesi.
Vendita solo in confezioni chiuse di quantità predeterminate con decreto Ministero Commercio, "con almeno metà di una facciata trasparente in modo da consentire il controllo del contenuto" che deve appartenere ad una stessa specie di fungo inserito intero o sminuzzato. Confezioni debbono contenere funghi secchi con meno di 25-40% unità difettose od alterate ed avere durata inferiore a 12 mesi.
Qualità dei funghi di coltivazione (AGARICUS) in tutte le fasi della commercializzazione deve essere conforme a quella riportata su GUCE 325/04. “Tuttavia nelle fasi successive alla spedizione, i prodotti possono presentare una lieve riduzione dello stato di freschezza e turgore; i prodotti classificati in categorie diverse da quella “Extra” possono inoltre presentare lievi alterazioni dovute alla loro evoluzione biologica e alla loro deperibilità”.
Ammessa vendita funghi "conservati sott'olio, sott'aceto, in salamoia, sottovuoto, al naturale, congelati, surgelati" delle specie riportate in Allegato II al D.P.R. 376/95 (ammesse altre specie provenienti da Paesi CE, qualora commercializzate in questi), purché sottoposti a trattamenti termici atti a rendere inattivi le spore di Clostridium Botulinum. Ogni confezione può contenere 1 o più specie di funghi.
Etichette debbono sempre riportare nome scientifico del fungo e per funghi freschi, che non possono essere consumati crudi, dicitura "obbligo di cottura".

La vigilanza sul rispetto delle norme relative alla commercializzazione dei funghi è di competenza ASL, Corpo Forestale di Stato, Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri, guardie venatorie provinciali, guardie giurate volontarie.

Sanzioni:

Chiunque non indica un micologo autorizzato, responsabile delle fasi di lavorazione e confezionamento funghi secchi: multa da 500.000 a 1.000.000

Chiunque non rispetta in generale le norme sulla commercializzazione dei funghi freschi: multa da 125 a 900 EUR + ritiro tesserino da 6 mesi a 3 anni
home

chiunque può vendere i funghi raccolti?

trattandosi di cibo, la risposta viene da sé, ed è (ovviamente) no.

 

IN GENERALE:

 

Per poter vendere funghi freschi spontanei al dettaglio nel pieno rispetto delle norme previste dal nostro Stato, il venditore, chiunque esso sia, deve possedere:
1. Un Attestato di Idoneità per la vendita dei funghi freschi spontanei.

2. La Registrazione Sanitaria della propria attività di vendita, che si ottiene mediante la presentazione al Comune dove si intende esercitare la vendita, una denuncia di inizio attività per vendita di funghi freschi spontanei, allegando alla domanda la copia dell’attestato di idoneità alla vendita.

Inoltre, prima di vendere i funghi, è necessario farli controllare e certificare da un micologo dell'Azienda Sanitaria Locale (o da micologi esterni o aziendali riconosciuti dall'ASL).

Il certificato sanitario deve essere apposto a ogni singola unità di vendita, quindi ad ogni singola cassetta o cesto contenente un singolo strato di funghi della stessa specie.
Il certificato deve contenere: data della certificazione, identificazione del fungo, firma del micologo certificatore e timbro identificativo.

Come ottenere l'attestato di idoneità per la vendita dei funghi spontanei?
L’attestato viene rilasciato dalle ASL a seguito del superamento di una prova di esame (vedi sotto). Le aziende sanitarie locali organizzano corsi di formazione specifici, al termine dei quali si può sostenere la prova d'esame.
Anche senza la partecipazione a corsi di formazione è comunque possibile sostenere solo la prova di esame. L'esame di idoneità consiste in una prova scritta, con domande e corrispondenti risposte multiple. Una volta superata la prova scritta si procede con la prova orale. Al termine della prova orale, in caso di esito favorevole viene rilasciato l'
attestato di idoneità con la specificazione delle specie fungine per le quali si è abilitati alla vendita.

 

Considerazioni Legali:

Certamente  “vendere” qualcosa rappresenta comunque un’attività commerciale anche se occasionale e come tale è sottoposta a regole fiscali e legali, nonché, come in questo caso, si sicurezza alimentare. L’usanza che molti fungaioli hanno di vendere i funghi raccolti direttamente a consumatori o a rivenditori locali, anche se questi ultimi sono provvisti di abilitazione (vedi sotto) è molto discutibile. Vero è che molti di questi rivenditori rilasciano una ricevuta, ma viene a mancare totalmente la tracciabilità dei funghi raccolti, dove, come e spesso da chi. Per legge ricordiamo che fiscalmente parlando, una vendita occasionale (anche se discutibile in questo caso) è una cosa, mentre per un rapporto continuativo occorre sempre una licenza ed una abilitazione sanitaria. (vedi sotto).